venerdì 16 febbraio 2024

La triste ed emblematica parabola degli ebrei di Israele

 


Si parte da un enorme torto subito, per quanto aggiustamenti numerici andrebbero fatti e dichiarati, ma comunque non sarebbero tali da giustificare niente.


E si arriva a un grande torto fatto, per quanto numericamente inconfrontabile con quello subito e per quanto anche moralmente inconfrontabile, visto che chi comanda a Gaza (leggi: Hamas) ha come unica ambizione l'estizione di Israele e, potendo, anche di tutta la sua popolazione, come dimostrato dell'eccidio dell'8 ottobre 2023.

Ciononostante, la superiorità morale va applicata non solo ostentata, anche e soprattutto se o quando la forza e il potere pendono dalla propria parte - e 30.000 morti palestinesi a oggi a fronte di 1.200 morti israeliani nei giorni dell'eccidio indica una proporzione di vendicabilità di 1:25, laddove quella dei nazisti si conteneva a 1:10.

Israele ogni anno commemora il giorno della Shoah ma alla luce di 70+ anni di esistenza di uno stato che confonde e mescola territorio, religione e etnia (qualcosa che ricorda un po' troppo il Blut und boden, ma è chiaro che certi traumi segnano per sempre), si può solo dire che la parabola degli ebrei israeliani è triste, perché dimostra il fallimento patetico dell'ideologia del popolo eletto, ed è emblematica, perché dimostra che gli esseri umani non imparano niente dalla propria storia ma agiscono quasi solo in funzione della posizione di potere che occupano.

La nostra unica speranza è quasi.

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